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ARTE SCIENZA SOCIETÀ. DIALOGO TRA I SAPERI

10 December, 2018 - 15:44

Un dialogo tra i saperi del mondo contemporaneo è possibile e, anzi, è forse l’unica strada per una cultura che voglia affrontare la sfida di un futuro sostenibile. È questa la base dell’incontro pubblico Arte, scienza e società. Dialogo tra i Saperi che si terrà il giorno 11 dicembre all’Aquila, promosso da INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, GSSI Gran Sasso Science Institute, che ospiterà l’incontro, MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI secolo, insieme Università dell'Aquila, Accademia di Belle Arti dell’Aquila e Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. Istituzioni diverse che si incontrano all’Aquila per promuovere il dialogo tra il mondo della scienza e quello dell’arte, la cultura e l’economia e, in generale, per mettere al centro della nostra idea di futuro il rapporto tra conoscenza e società.

Fernando Ferroni presidente dell’INFN, Eugenio Coccia rettore del GSSI, Giovanna Melandri presidente della Fondazione MAXXI, Pier Luigi Sacco economista della IULM di Milano, lo scrittore, registra e interprete Marco Paolini, e i giornalisti scientifici Pietro Greco e Rossella Panarese sono alcuni dei protagonisti della giornata, che si confronteranno sul valore per la società e l’economia di nuove sintesi tra i diversi ambiti della cultura e del sapere. Nel pomeriggio, Marco Paolini converserà con Rossella Panarese di Radio3 Scienza sui temi delle ricadute sociali di scienza e tecnologia a partire dal suo romanzo e spettacolo Le avventure di Numero Primo.

“È significativo che sia L’Aquila a ospitare questo incontro, – afferma Eugenio Coccia, rettore del GSSI – una città con un grande patrimonio architettonico e culturale che sta rinascendo nel segno della scienza e dell’arte, come dimostrano anche la nascita del GSSI e la nuova presenza del MAXXI”.

“Ormai da diversi anni l’INFN è impegnato per costruire nuovi ponti tra il mondo della ricerca scientifica e gli altri ambiti della cultura, – commenta Fernando Ferroni –lavorando assieme a musei e istituzioni culturali, la collaborazione con il MAXXI per la mostra Gravity ne è un bell’esempio”. “Siamo convinti, infatti, che questo processo sia decisivo per coinvolgere nei temi scientifici sempre più persone, in particolare i giovani, per una conoscenza condivisa e una società consapevole, oggi sempre più indispensabili”.

“Un anno fa, con la mostra Gravity realizzata con una cordata decisamente inedita, insieme ad ASI e INFN, abbiamo dimostrato che Arte e Scienza hanno un linguaggio comune in grado di creare  conoscenza  e generare valore per le comunità a cui si rivolgono – dice Giovanna Melandri presidente Fondazione MAXXI – Il pensiero creativo, scientifico e umanistico, è il necessario punto di partenza per costruire e ricostruire comunità e identità attraverso la conoscenza e la Cultura. Per questo è dovere di una istituzione culturale come il museo nazionale delle arti del XXI secolo, mettersi in gioco, partecipare, confrontarsi, condividere quotidianamente la propria esperienza ed il proprio cammino con le istituzioni scientifiche”. 

La giornata si concluderà con un dibattito, cui sono state invitate le istituzioni culturali della città, sulla proposta di rendere il Dialogo tra i Saperi un appuntamento fisso dell’agenda culturale del territorio abruzzese. Un territorio che ha individuato nella cultura, nella scienza e nell’arte i veri catalizzatori della resilienza collettiva e i possibili motori di un nuovo sviluppo.

L’evento, aperto al pubblico, si svolgerà a partire dalle ore 10.00 all’Auditorium del GSSI, in via Michele Jacobucci, 2, L’Aquila.

Lo streaming dell'evento

PROGRAMMA

10.00 - 10.30 Saluti istituzionali

10.30 - 12.00 Scienza, Arte e Società
Cristina Acidini, Presidente Accademia delle Arti del Disegno
Fernando Ferroni, Presidente INFN
Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI
modera Pietro Greco, giornalista scientifico

12.00 - 13.30 Arte, Scienza e Filosofia
Marco Brandizzi, Accademia di Belle Arti, L’Aquila
Eugenio Coccia, Rettore GSSI
Simone Gozzano, Università dell'Aquila
Silvano Tagliagambe, Università di Cagliari
modera Gaspare Polizzi, Accademia delle Arti del Disegno

14.30 - 16.30 Arte, Scienza e Innovazione
Antonio Camurri, Università di Genova
Oriana Persico, Salvatore Iaconesi, Human Ecosystems Relazioni
Bartolomeo Pietromarchi, Direttore MAXXI ARTE
Camilla Rossi-Linnemann, Museo della Scienza e della Tecnica ‘Leonardo da Vinci’
Pierluigi Sacco, IULM di Milano
modera Alessandro Crociata, GSSI

16.30 - 17.30 Le avventure di Numero Primo
Conversazione con Marco Paolini di Rossella Panarese, Rai Radio3 in
collaborazione con il Teatro Stabile dell’Abruzzo

17.30 - 18.30 Idee per un “Dialogo tra i Saperi”
Discussione con le istituzioni aquilane e chiusura lavori
modera Vincenzo Napolano, Comunicazione INFN

 

 

OGGI SPIEGO IO: ecco il video-concorso dell’INFN per le scuole

10 December, 2018 - 14:39

L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, attraverso il sito di divulgazione scientifica ScienzaPerTutti (http://scienzapertutti.infn.it/), bandisce la 14esima edizione del concorso per studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado dedicato alla divulgazione scientifica.

L’edizione 2018/19 della competizione s’intitola “OGGI SPIEGO IO” e invita le ragazze e i ragazzi a cimentarsi con un video di 2-3 minuti su un tema di fisica tra i seguenti: Atomo, Big Bang, Modello standard, Onde gravitazionali. In palio stage estivi residenziali della summer school organizzata dai Laboratori Nazionali di Frascati e kit per esperimenti didattici.

È necessario iscriversi entro il 28 gennaio 2019, c’è invece tempo fino al 17 aprile 2019 per l’invio dei video.

I lavori saranno valutati secondo i seguenti criteri: correttezza scientifica, efficacia della comunicazione, originalità e creatività. I lavori selezionati dalla giuria saranno pubblicati online e sottoposti a valutazione popolare.

Regolamento su: http://scienzapertutti.lnf.infn.it/spazio-scuola/concorso-per-le-scuole

Per informazioni: redazionesxt@lists.lnf.infn.it

Guarda Lo spot! https://www.youtube.com/embed/PV1onikRJlE

ScienzaPerTutti è il sito di comunicazione scientifica dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. La comunità dei ricercatori dell'INFN collabora a questo progetto di comunicazione per rendere accessibili a tutti i temi della scienza, in particolare della fisica, e della tecnologia.

TRASFERIMENTO TECNOLOGICO: CANDIDATI ALL’INCUBAZIONE CERCASI

7 December, 2018 - 15:36

È stato pubblicato il primo bando del progetto R2I, Research2Innovation, destinato a società di capitali o persone fisiche interessate a diventare “candidati all’incubazione”. Usufruire delle tecnologie sviluppate dall’INFN e dal CERN ora è un’opportunità concreta per molte imprese o startupper che decidono di puntare all’hi-tech e investire sull’innovazione in Italia. R2I è un progetto promosso dall’INFN, dal CERN e dai BIC, Business Incubation Centres, i3P del Politecnico di Torino, Bioindustry Park di Colleretto Giocosa (Torino) e Cubact dell’Università di Sassari, per sostenere in Italia le imprese e gli imprenditori nel traghettare tecnologie innovative dal cosiddetto proof of concept al mercato. Per favorire questo impegnativo passaggio, INFN e CERN mettono a disposizione le proprie tecnologie e competenze tecniche, mentre i BIC offrono le proprie strutture e competenze grazie a programmi di incubazione dedicati. A manifestare interesse sono invitati sia tutti i soggetti costituiti in forma societaria-consortile da meno di 3 anni o che, pur costituiti da più di 3 anni, abbiano recentemente avviato un nuovo progetto di sviluppo di prodotti innovativi compatibili con le tecnologie e le competenze dell’INFN e del CERN, sia le persone fisiche che intendano avviare un’impresa e accedere ai programmi di incubazione presso uno dei BIC che partecipano all’iniziativa. Da parte loro, l’INFN e il CERN si impegnano a fornire alle aziende incubate un sostegno per un accesso facilitato allo sviluppo e allo sfruttamento delle proprie tecnologie, per un periodo di 24 mesi e fino a 40 ore/uomo, compatibilmente con le esigenze di ricerca istituzionale di esperti e infrastrutture. Mentre i BIC forniranno un contributo di supporto al business, attraverso finanziamenti, infrastrutture e consulenza. Ciascuna azienda incubata riceverà un contributo del valore di 40.000 euro, che potrà essere in natura e includere una serie di servizi.

La scadenza dei termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse è fissata per le ore 11:59 del giorno 11 febbraio 2019.

R2I su INFN TT

 

 

 

ITALIA E STATI UNITI FIRMANO L’ACCORDO PER IL NUOVO ACCELERATORE PIP-II

4 December, 2018 - 14:49

Italia e Stati Uniti hanno sottoscritto l’accordo internazionale di collaborazione scientifica e tecnologica per la realizzazione del progetto PIP-II al Fermi National National Laboratory (Fermilab), di Batavia, nell’Illinois. L’accordo sottoscritto tra DOE (Department Of Energy) e MIUR (Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca), in rappresentanza del quale ha firmato il Vice Ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti Maurizio Greganti (in foto a destra, a sinistra Jim Siegrist Direttore del Dipartimento di Fisica delle Alte Energie del DOE) prevede in particolare la produzione di alcuni componenti di alta tecnologia per un nuovo acceleratore di particelle, che servirà a produrre il fascio di neutrini di alta energia più potente del mondo per il progetto DUNE (Deep Underground Neutrino Experiment). 

All’evento per la firma dell’accordo, che si è svolto oggi 4 dicembre nella sede dell’Ambasciata d'Italia a Washington, i rappresentanti di entrambi i Paesi hanno riconosciuto l’importanza e la solidità della lunga tradizione di collaborazione tra gli scienziati italiani dell’INFN e quelli del Fermilab, il cui nome è in onore del grande fisico italiano e premio Nobel Enrico Fermi.

L’Italia con l’INFN fornirà contributi determinanti per la costruzione dell’acceleratore di particelle, lungo 176 metri, che sarà il fulcro del progetto PIP-II (Proton Improvement Plan-II). Il nuovo acceleratore diventerà così il cuore del complesso di acceleratori del Fermilab, e fornirà il fascio di protoni per alimentare un vasto programma di ricerca in fisica delle particelle che si svilupperà nell’arco di alcuni decenni.

“La sottoscrizione di questo accordo che ci vede protagonisti assieme ai nostri partner italiani MIUR e INFN è motivo di grande soddisfazione”, ha dichiarato il sottosegretario del DOE per la scienza Paul Dabbar. “Siamo orgogliosi che il programma di ricerca che si basa sull’acceleratore PIP-II, progettato per creare una delle macchine più avanzate per la ricerca in fisica fondamentale, stia attraendo l’interesse dei partner internazionali”.

“L’accordo firmato oggi dal MIUR e dal DOE è l’ultima testimonianza della portata della cooperazione scientifica e tecnologica tra Italia e Stati Uniti e dell’importanza della cooperazione internazionale”, ha sottolineato l’Ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti Armando Varricchio. “Questo nuovo passo nella cooperazione arriva in un momento molto significativo, in cui celebriamo il trentesimo anniversario dell’accordo tra i nostri due Paesi sulla cooperazione scientifica e tecnologica, e rinnoviamo il nostro accordo bilaterale per i prossimi tre anni”.

“Seguendo una lunga tradizione di collaborazione, l’impegno assunto dall'INFN per la costruzione dell’acceleratore PIP-II rappresenta un passo importante per lo sviluppo della ricerca sulle proprietà dei neutrini attraverso l’ambizioso progetto DUNE", ha spiegato il presidente dell’INFN Fernando Ferroni. “Le componenti dell’acceleratore PIP-II saranno realizzate dal Laboratorio per gli Acceleratori e la Superconduttività Applicata (LASA) dell’INFN: un centro di eccellenza a livello internazionale per lo sviluppo di tecnologie avanzate per gli acceleratori di particelle”, conclude Ferroni.

Il fulcro del progetto PIP-II sarà un acceleratore lineare superconduttore, che modernizzerà la prima parte della catena di acceleratori del Fermilab, e fornirà le basi per futuri potenziamenti. Il nuovo acceleratore avrà cavità di accelerazione in niobio e raddoppierà l’energia raggiunta dal suo predecessore. Questo upgrade consentirà al complesso di acceleratori del Fermilab di portare la potenza del fascio di protoni alla scala del megawatt.

“È emozionante pensare che, in pochi anni, grazie al nuovo acceleratore PIP-II saremo in grado di produrre i fasci di neutrini più intensi al mondo, grazie ai quali potremo ottenere un quadro più chiaro dell’evoluzione del nostro universo”, ha detto il direttore del Fermilab Nigel Lockyer. “Questo brillante futuro è possibile in gran parte grazie alla collaborazione con i nostri partner italiani e, dal momento che questa partnership si rafforza nel tempo, speriamo di poter proseguire assieme e condividere future imprese per il progresso della ricerca”.

Oltre all’Italia, altri partner internazionali stanno apportando contributi significativi a PIP-II, in particolare, India, Regno Unito e Francia, come anche i Laboratori Nazionali di Argonne e il Lawrence Berkeley stanno contribuendo al progetto. Questa partnership è un esempio del carattere sempre più globale dei progetti di fisica delle particelle. Il complesso dell’acceleratore PIP-II sarà messo a disposizione della comunità scientifica internazionale di fisica delle particelle ed estenderà il potenziale di scoperta ben oltre quello che può essere raggiunto con gli attuali esperimenti.

 

PIP-II al Fermilab

 

 

INIZIANO I GRANDI LAVORI A LHC

3 December, 2018 - 11:27

Oggi alle 6 del mattino gli operatori del CCC CERN Control Center hanno spento i fasci del Large Hadron Collider (LHC). Dopo quattro anni di intensa e onorata attività che ha portato i fasci di protoni a collidere all’energia di 13 TeV, LHC ha prodotto una ricchissima messe di dati. Con questi dati, i fisici hanno cominciato a delineare un ritratto alquanto accurato del bosone di Higgs e a definire per la prima volta molti dettagli e comportamenti ancora poco noti delle altre particelle del Modello Standard. LHC, il superacceleratore del CERN di Ginevra, come da programma, ha interrotto la presa dati per una lunga pausa di due anni, chiamata in gergo LS2, Long Shutdown 2. LS2 non sarà però una pausa di riposo, anzi. Nel corso del futuro biennio 2019-2020, infatti, fisici, tecnici e ingegneri saranno impegnati a realizzare un sostanziale processo di ammodernamento del più potente acceleratore del mondo e di tutti i suoi grandi esperimenti: ATLAS, CMS, ALICE e LHCb.

Durante il Run 2, ossia il secondo periodo di presa dati, durato dal 2015 al 2018, LHC ha raddoppiato le specifiche di progetto, producendo 150 femtobarn inversi (fb-1) di dati con collisioni protone-protone all’energia di collisione di 13 TeV per ciascuno dei due esperimenti ATLAS e CMS che registrano dati alla massima intensità di macchina. L’enorme quantità di dati è archiviata in modo permanente nel data center del CERN: oltre 300 Petabyte (300 milioni di Gigabyte), cinque volte quelli prodotti durante il Run 1, l’equivalente di 1000 anni di streaming video 24/7 con una connessione internet a 10 Mb/s! Analizzando questi dati, gli esperimenti a LHC hanno già prodotto una grande quantità di risultati, accrescendo la nostra conoscenza dell’universo primordiale e facendo luce sui segreti della materia.

“Negli ultimi anni, il lavoro delle collaborazioni scientifiche che conducono gli esperimenti a LHC ha consentito un enorme progresso nella nostra comprensione delle proprietà del bosone di Higgs e del Modello Standard”, sottolinea Fabiola Gianotti, Direttore Generale del CERN. “Queste conoscenze sono fondamentali, perché il bosone di Higgs è una particella molto speciale e unica nella nostra ricerca di nuova fisica”.

Dopo la sua scoperta annunciata nel 2012, e premiata con il Nobel l’anno successivo, gli esperimenti a LHC hanno confermato alcuni dei tassi di decadimento attesi per il bosone di Higgs, tra cui il decadimento più comune ma difficile da rivelare nei quark bottom, e la rara produzione del bosone di Higgs in associazione con i quark top. Gli esperimenti ATLAS e CMS hanno anche determinato con la massima precisione il valore della massa del bosone di Higgs.

Accanto al bosone di Higgs, gli esperimenti a LHC hanno prodotto una vasta gamma di risultati e centinaia di articoli scientifici, tra cui la misurazione di alta precisione della massa del bosone W (la cui scoperta è valsa il Nobel a Carlo Rubbia e Simon van der Meer nel 1984), la scoperta di nuove particelle esotiche con l'esperimento LHCb, come la Ξcc ++ e i pentaquark, la rivelazione di fenomeni finora non osservati in collisioni piombo-piombo in ALICE.

“LHC in questi quattro anni, ha prodotto collisioni protone-protone all’energia nel centro di massa di 13 TeV, mai raggiunta prima in laboratorio, sorpassando i limiti di progetto in quantità e qualità dei dati forniti agli esperimenti, che hanno saputo raffinare le tecniche di selezione e analisi con un’efficienza altissima”, sottolinea Nadia Pastrone, dell’INFN Sezione di Torino, presidente della Commissione Nazionale I dell’INFN che coordina l’attività di ricerca dell’Istituto nel campo della fisica delle alte energie. “ATLAS e CMS, - prosegue Pastrone - a soli sei anni dalla scoperta, hanno raggiunto risultati che hanno superato le previsioni e competono in precisione con le predizioni teoriche nello studio del bosone di Higgs, portando avanti incisivamente il programma di ricerca di nuova fisica oltre il Modello Standard”. “LHCb ha sperimentato con successo una nuova tecnica di processamento online dei dati per raccogliere il più consistente campione di dati per lo studio della fisica del sapore e fornire nuove eccellenti misure”. “Tutti gli esperimenti hanno provato su fascio parte dei nuovi apparati che verranno installati e messi in funzione in LS2”. “E ALICE, insieme agli altri esperimenti, ha raccolto dati da collisioni di ioni Xe-Xe e Pb-Pb”. “Per la prima volta in LHC si è provato con successo a collimare i fasci di ioni Pb usando cristalli piegati, tecnica di cui l'INFN detiene competenze notevoli, in fase di studio per High Luminosity LHC”, conclude Pastrone. 

Durante LS2, l’intero complesso dell’acceleratore e degli esperimenti sarà potenziato e aggiornato per il prossimo Run di LHC, anticipando in parte il futuro progetto High Luminosity LHC (Hi-Lumi o HL-LHC), che vedrà la luce e inizierà a raccogliere dati dopo il 2025. Aumentare la luminosità di LHC significa produrre molti più dati, consentendo lo studio di eventi più rari, con nuove possibilità di scoperta.

In particolare, gli iniettori che producono i fasci di protoni per LHC saranno rinnovati per produrre fasci più intensi. Il primo acceleratore lineare della catena di accelerazione lascerà posto al nuovissimo Linac4, che accelererà gli ioni idrogeno (protoni), consentendo di produrre fasci più luminosi. Il secondo acceleratore della catena, il Proton Synchrotron Booster, sarà dotato di un sistema di iniezione e accelerazione completamente nuovo. Il Super Proton Synchrotron (SPS), l’ultimo iniettore prima di LHC, avrà un nuovo sistema di radiofrequenza per aumentare l’intensità del fascio. Inoltre, saranno migliorate le linee di trasferimento.

“Questi due anni saranno fondamentali per LHC per portare avanti una serie di interventi di manutenzione della macchina”, spiega Mirko Pojer del CERN, uno dei responsabili dell’operazione di LHC. “Ma soprattutto durante lo stop – aggiunge Pojer – si procederà a modificare uno degli elementi di protezione dei potenti magneti di LHC, intervento grazie al quale il campo magnetico potrà essere aumentato e con esso l’energia della macchina, fino a raggiungere un nuovo record: 7 TeV per fascio, 14 TeV nel centro di massa delle collisioni”.

Tutti gli esperimenti a LHC aggiorneranno parti importanti dei loro rivelatori. L’esperimento LHCb verrà sostituito quasi interamente, migliorando le prestazioni nella velocità di acquisizione dei dati. Anche ALICE aggiornerà la tecnologia dei suoi rilevatori di tracciamento per aumentarne la velocità di lettura. ATLAS e CMS saranno potenziati e inizieranno a preparare alcune parti dei loro apparati per ottimizzare il funzionamento a Hi-Lumi LHC.

“Questo potenziamento sarà la nuova sfida per LHC e per i suoi esperimenti quando i fasci di protoni riprenderanno a circolare nel grande anello magnetico lungo 27 km nella primavera del 2021”, conclude Pojer.

 

 

LE ONDE GRAVITAZIONALI ED ET AL PARLAMENTO EUROPEO

2 December, 2018 - 17:09

Le onde gravitazionali e il progetto Einstein Telescope (ET), che ambisce alla realizzazione in Europa di un rivelatore di onde gravitazionali di terza generazione, sono stati uno degli argomenti della high-level conference EU research and innovation in our daily life, che si è recentemente tenuta a Bruxelles al Parlamento Europeo. La conferenza ha riunito il Parlamento e la Commissione europei attorno al tema dell’impatto della ricerca scientifica sulla vita quotidiana. In apertura, Michele Punturo  dell'INFN, coordinatore internazionale del progetto ET, ha illustrato l’obiettivo della futura infrastruttura di ricerca, che potrebbe sorgere in Sardegna a Lula, nella ex miniera di Sos Enattos.

Nel sito hanno preso il via nelle scorse settimane i lavori per la realizzazione di un laboratorio sotterraneo, chiamato SarGrav, che ospiterà esperimenti di fisica di precisione sulla gravità, cui collaboreranno l’INFN, l’Università di Napoli e l’Università di Sassari. “Il primo sarà Archimedes, un esperimento per la misura del peso del vuoto quantistico e della discussa interazione del vuoto quantistico con la gravità”, spiega Enrico Calloni dell'INFN e dell’Università di Napoli,  responsabile Nazionale di Archimedes.

SarGrav potrebbe essere il seme iniziale della grande infrastruttura di ricerca di ET e nel febbraio scorso Università di Sassari, INFN, Regione Sardegna, Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) hanno firmato un accordo proprio per candidare il sito di Sos Enattos ad ospitare l’Einstein Telescope. 

“La scelta del sito di ET è tuttora aperta e vede in competizione il sito sardo con uno in Ungheria e uno al confine fra Olanda, Belgio e Germania”, spiega Michele Punturo. “I lavori per qualificare Sos Enattos sono in pieno svolgimento,  - prosegue Punturo - ma siamo certi che il sito abbia tutte le carte in regola per ospitare una tale infrastruttura di ricerca grazie a caratteristiche ambientali e sismiche che sono state e sono tuttora oggetto di studio e di misura da parte di un team di scienziati dell’INFN e dell’Università di Sassari”. “La conferenza di Bruxelles ha rappresentato un momento importante nella strategia di comunicazione per supportare al massimo livello europeo il progetto ET.

"Crediamo in Einstein Telescope così come in tutte quelle iniziative di ricerca che, valorizzano le caratteristiche del nostro territorio, la Sardegna, e permettono ai nostri giovani di crescere scientificamente all'interno di infrastrutture internazionali di livello avanzato", conclude il Rettore dell'Università di Sassari Massimo Carpinelli.

 

NUOVO SISTEMA DI CAVI SOTTOMARINI PER IDMAR-KM3NET

28 November, 2018 - 17:14

L'INFN e Alcatel Submarine Networks (ASN) hanno firmato un contratto per l’installazione di un’infrastruttura basata su cavi sottomarini per il progetto IDMAR, che prevede la realizzazione di un laboratorio subacqueo multidisciplinare distribuito per la ricerca scientifica e tecnologica in ambiente marino, ospitato dal progetto KM3NeT, il telescopio per neutrini in fase di costruzione al largo delle coste siciliane, a 3.500 metri di profondità. Il progetto IDMAR, che comprende una nuova rete di cavi sottomarini è finanziato dalla Regione Siciliana PO-FESR 2014-2020 ed è inserito dal MIUR, Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, tra le Infrastrutture ritenute prioritarie dal Piano Nazionale delle Infrastrutture di Ricerca. Alla realizzazione del progetto collaborano l’INFN, come capofila, l’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, e il CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Situato al largo della Sicilia sud-orientale, la rete di cavi sottomarini trasmetterà a terra in tempo reale i dati raccolti dai rivelatori dispiegati sul fondo del mare. Questi dati verranno utilizzati dai ricercatori di diverse discipline per fornire una migliore comprensione dei processi fisici in ambienti marini profondi. La nuova infrastruttura sottomarina, fornita da ASN, è una componente fondamentale del progetto e consiste in un cavo elettro-ottico e diversi apparati sottomarini, gestiti e controllati da terra, per trasferire sia i dati in modo bidirezionale terra/mare che energia ai diversi apparati scientifici posti sul fondo marino. La tecnologia fornita da ASN si basa sulla soluzione DCFO, inizialmente sviluppata per applicazioni Oil&Gas, e oggi applicata a IDMAR.

“Questo progetto, finanziato con fondi PO-FESR della Regione Sicilia, offrirà all’INFN e alla comunità scientifica italiana la possibilità di sviluppare applicazioni avanzate per implementare nuovi modelli di ricerca.”, sottolinea Giacomo Cuttone, direttore dei Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN, che coordinano il progetto. “La tecnologia fornita da ASN contribuirà a potenziare i nostri strumenti di ricerca in fisica delle astroparticelle e in altri ambiti, come la sismologia per lo studio di eventi geofisici monitorati in real time in collaborazione con l’INGV e con il CNR”, conclude Cuttone.

“Siamo orgogliosi di collaborare con l’INFN in un progetto scientifico così ambizioso, - commenta Philippe Piron, presidente di Alcatel Submarine Networks - anche perché questo conferma la capacità e la versatilità delle reti ottiche sottomarine per nuove applicazioni nel campo dell’osservazione scientifica dei fondali, e conferma inoltre la nostra capacità di entrare in nuovi segmenti di mercato”.

ASN e INFN avevano già collaborato allo sviluppo delle prime componenti della rete di sistemi sottomarini installati al largo della Sicilia orientale, utilizzate per osservatori sottomarini in grado di monitorare raggi cosmici, segnali acustici, geofisici e bioluminescenza.

 

 

OPEN ACCESS: PLAN S, DAI PRINCIPI ALL’ATTUAZIONE

27 November, 2018 - 09:07

Dopo il lancio di Plan S lo scorso settembre, ora cOAlition S ha presentato la guida per la sua attuazione entro il 2020. Il documento appena rilasciato chiarisce le disposizioni di Plan S, descrive le modalità di implementazione, e fornisce inoltre risposte a domande e commenti emersi dalle discussioni online e dai dibattiti che a livello internazionale sono seguiti alla pubblicazione di Plan S.

Plan S è un’iniziativa per la pubblicazione Open Access (OA) supportata da cOAlition S, un consorzio internazionale di istituzioni finanziatrici della ricerca scientifica, cui ha aderito fin da subito anche l’INFN. Plan S prevede che, a partire dal 2020, le pubblicazioni scientifiche risultanti da ricerche finanziate con fondi pubblici siano pubblicate su riviste o piattaforme conformi all’Open Access. Plan S ha dunque come obiettivo la creazione di un sistema di pubblicazioni accademiche più trasparente, proficuo ed equo, e vuole promuovere una cultura che garantisca a tutti i ricercatori, e in particolare ai ricercatori a inizio carriera, l’opportunità di eccellere e far progredire il proprio percorso professionale con successo.

Per realizzare questo, cOAlition S individua tre principali strade da percorrere: la pubblicazione su riviste o piattaforme già pienamente OA, il deposito di VoR (Version of Record) e AAM (Author Accepted Manuscript) su repository OA senza alcun periodo di embargo, come il repository www.openaccessrepository.it dell’INFN, e la pubblicazione su riviste ‘ibride’ solo se queste hanno già sottoscritto un transformative agreement, ossia purché la rivista si sia già impegnata a diventare completamente OA. La guida fornisce informazioni e requisiti tecnici per percorrere queste tre strade verso l’attuazione di Plan S, e dà inoltre indicazioni sulle politiche che le istituzioni finanziatrici che hanno aderito a cOAlition S intendono mettere in atto per raggiungere l’obiettivo.

“Plan S è un piano ambizioso ma necessario per fare un decisivo passo avanti verso l’Open Access”, commenta Fernando Ferroni, presidente dell’INFN. “Per poterlo attuare è necessario un impegno condiviso e partecipato, – prosegue Ferroni – cOAlition S ha dunque considerato seriamente e con atteggiamento costruttivo, dedicando particolare attenzione alla tutela delle carriere dei giovani ricercatori, che è una priorità, i commenti e le critiche che Plan S ha suscitato”. “In linea con questo approccio, ora viene richiesta la collaborazione di tutti i ricercatori e di tutte le organizzazioni, che sono invitati da cOAlition S a dare un loro feedback per un possibile miglioramento di queste già chiare linee guida”, conclude Ferroni.

cOAlition S sollecita, infatti, da parte delle comunità coinvolte un feedback sulla guida in modo da renderla il più chiara e funzionale possibile: per farlo c’è tempo fino alle ore 17.00 CET del 1° febbraio 2019 attraverso il sito di cOAlition S www.coalition-s.org/feedback

“La guida all’implementazione di Plan S – spiega Stefano Bianco, referente OA per l’INFN – interviene su altri punti cruciali: specifica che i diritti di autore devono rimanere agli autori con la licenza CC-BY, impegna i firmatari a promuovere metodi di valutazione della ricerca alternativi alla bibliometria, come per esempio il San Francisco DORA, e ad aprire uno studio sulle implicazioni e conseguenze dell’implementazione di Plan S sul mercato mondiale delle riviste scientifiche”.

“Le vie proposte dalla guida all’implementazione di Plan S – sottolinea Laura Patrizii, rappresentante dell’INFN in Science Europe per l’OA – non privilegiano alcun modello specifico di pubblicazione, e costituiscono un impegno a sostenere le pubblicazioni dei Paesi a più basso reddito".

 

Per approfondire
Informazioni generali sul progetto
Guida sull’attuazione del Plan S e modulo di feedback pubblico

Intervista a Laura Patrizii su Newsletter 51 INFN

 

ANCHE L’ITALIANO LARRI ARRIVA SU MARTE

26 November, 2018 - 17:49

Oggi 26 novembre alle ore 20:54, il lander della NASA Insight è atterrato sul suolo marziano portando sul Pianeta Rosso anche un po’ di Italia. A bordo, infatti, c’è LaRRI (Laser Retro-Reflector for Insight) un microriflettore laser sviluppato dai Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

InSight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport) è una missione che ha il compito di esplorare le profondità di Marte per capire come più di quattro miliardi di anni fa si sono formati i pianeti rocciosi, come la Terra. È stata lanciata il 5 maggio scorso dalla base americana di Vandenberg (California) e misurerà anche l’attività tettonica e il flusso di calore del pianeta e gli impatti dei meteoriti. Gli strumenti a bordo includono un sismometro per rilevare i terremoti marziani, una sonda per monitorare il flusso di calore proveniente dall'interno del pianeta, e lo strumento italiano LaRRI.

LaRRI è un retroriflettore laser miniaturizzato (o microriflettore) che fornirà la posizione accurata del lander Insight durante la sua esplorazione, contribuirà a testare la relatività generale di Einstein, sarà una delle prime “stazioni” di una futura rete marziana per misure geofisiche e fisiche, e contribuirà a ottenere una misura decisamente migliore del Meridiano 0 di Marte (una sorta di “Mars Greenwich”). LaRRI, che è stato disegnato dal gruppo SCF_Lab dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, nell’ambito delle ricerche rivolte alla Luna e a Marte, in attività congiunte con ASI-Matera, pesa 25 grammi, ha un diametro e un’altezza di 54 e 19 millimetri rispettivamente ed è costituito da microriflettori laser fatti di un materiale adatto all’ambiente spaziale. È, inoltre, uno strumento passivo che non necessita di manutenzione e che quindi potrà funzionare nello spazio per molti decenni.

“Ogni microriflettore (retro)riflette il fascio laser proveniente da satelliti che orbitano intorno al pianeta e tutti assieme, disposti su una superficie sferica, contribuiscono a determinare con sempre maggior precisione la posizione del lander da parte del satellite orbitante dotato di laser,” spiega il coordinatore del progetto Simone Dell’Agnello, dei Laboratori INFN di Frascati e aggiunge, “il Gruppo SCF_Lab di Frascati collabora da circa 15 anni con ASI-Matera allo sviluppo, qualifica e produzione di retroriflettori laser per tutte le destinazioni del sistema solare.”

Nel 2020 è previsto che altri due microriflettori siano lanciati verso il pianeta rosso: uno a bordo del Rover NASA di nuova generazione Mars 2020 (si chiamerà LaRA, Laser Retroreflector Array) e un altro a bordo della Landing Platform russa della missione ExoMars 2020 Rover dell’ESA (si chiamerà INRRI, Instrument for landing-Roving laser retroreflector Investigations). LaRRI, LaRA e INRRI sul suolo marziano formeranno una prima rete di punti di misura per la geofisica e la fisica della gravitazione da parte di futuri laser orbitanti.

OPEN SCIENCE: FIRMATO IL GRANT AGREEMENT PER ESCAPE

19 November, 2018 - 08:41

Si chiama ESCAPE, European Science Cluster of Astronomy & Particle physics ESFRI research infrastructures: è il progetto messo in campo per affrontare le sfide dell’Open Science condivise sia dalle infrastrutture di ricerca di ESFRI, lo European Strategy Forum for Research Infrastructure, come SKA, CTA, KM3NeT, EST, ELT, HL-LHC, FAIR, sia dalle altre grandi infrastrutture europee, come CERN, ESO, JIVE, che operano nei campi dell'astrofisica, della fisica delle particelle e delle astroparticelle. L’accordo di finanziamento europeo del valore di 16 milioni di euro è appena stato firmato e il progetto partirà il prossimo febbraio: ESCAPE, guidato dal CNRS in consorzio con 31 partner, tra cui l’INFN con un finanziamento europeo di quasi 900 mila euro, è uno dei cinque cluster project che collaboreranno all’implementazione della European Open Science Cloud (EOSC). Gli stati membri dell’Unione Europea, consapevoli della grande sfida che la ricerca di eccellenza comporta nella gestione dei big data hanno, infatti, deciso di puntare su EOSC, un’iniziativa per una cloud di calcolo della ricerca europea che permetta accesso universale ai dati attraverso un’unica piattaforma online. La strategia è rendere federate le risorse nei centri nazionali e nelle infrastrutture di ricerca in modo che sia i ricercatori sia i cittadini possano aver accesso e utilizzare i dati scientifici.

La capacità di accedere a ingenti quantità di dati, fino a molti Exabyte (miliardi di Gigabyte), è una necessità primaria per gli esperimenti di fisica delle particelle, di astronomia e di astrofisica di prossima generazione, e necessita di infrastrutture che permettano una gestione trasparente di tali dati. D'altra parte, la necessità di un'infrastruttura semplificata non può prescindere da criteri di sicurezza nell'accesso, nella privacy, nella tracciabilità, di alta disponibilità e di accesso universale anche a lungo termine. “Una fetta consistente dell'attività dell’INFN in ESCAPE – spiega Tommaso Boccali, ricercatore INFN presso la Sezione di Pisa e responsabile di ESCAPE per l’INFN – si concentra sulla preparazione degli strumenti per tale infrastruttura dati, fino alla preparazione di un prototipo del cosiddetto "data lake", che è al momento la soluzione prospettata per gli esperimenti a High Luminosity LHC (HL-LHC), e interessante per tutti gli esperimenti con analoghe richieste sui dati.” “L'INFN è orgoglioso di contribuire allo sviluppo della futura infrastruttura di storage per la ricerca, mettendo in campo le conoscenze e le professionalità che ha sempre dimostrato nel campo del calcolo scientifico distribuito, a partire dai progetti per la creazione della Grid europea e della rete di calcolo WLCG, fino ai recenti successi nell'aggiudicazione di progetti per l'implementazione di EOSC, come INDIGO-DataCloud, eXtreme DataCloud e EOSChub”, conclude Boccali.

“Gli scienziati che con l’INFN e le università italiane associate lavorano al progetto KM3NeT, l’infrastruttura sottomarina per la ricerca sui neutrini in fase di realizzazione nel Mediterraneo, – spiega Cristiano Bozza, ricercatore dell’Università degli Studi di Salerno e incaricato di ricerca presso l’INFN – si attendono da ESCAPE grandi opportunità”. Già con il precedente progetto europeo cluster ASTERICS si è dimostrato che le sinergie tra infrastrutture sono fondamentali per accelerare e potenziare la ricerca, ponendo le basi per le attività da svolgere nell’ambito di ESCAPE. Il piano di lavoro prevede di stringere i legami tra gli ambienti software per le particelle elementari e per l’astronomia, per facilitare l’investigazione multimessaggera dello spazio profondo. Prevede anche di migliorare lo stato dell’arte mondiale della simulazione dei raggi cosmici e delle relative cascate in atmosfera, a beneficio di tutte le attività di ricerca che osservano questa fenomenologia; inoltre mira a espandere la ricerca nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata alla ricostruzione e allo studio delle interazioni di astroparticelle nei rivelatori. Infine vuole migliorare le capacità di gestione automatica, aperta e a lungo termine del software e delle metodologie di analisi (incluse la documentazione, la conservazione e la cura). “Tutti questi obiettivi, in linea sia con il programma di KM3NeT, sia con quello di EOSC, – sottolinea Bozza – sono tasselli essenziali del complesso mosaico scientifico-tecnologico che costituisce l’avanzamento della conoscenza. Per le sue dimensioni e la sua struttura, ESCAPE rappresenta una possibilità per la ricerca italiana non solo di competere ma di eccellere, con i partner europei, a livello mondiale”.

“La gestione di una quantità crescente di dati da processare, anche in tempo reale, come richiesto nelle ricerche della neonata astronomia multimessaggera, è di estrema importanza negli esperimenti di prossima generazione nel campo dell’astrofisica gamma”, spiega Nicola Giglietto, professore del Politecnico di Bari e responsabile INFN di CTA, il Cherenkov Telescope Array. “Ad esempio, CTA è progettato come un apparato costituito di molti telescopi dislocati su due siti, uno nell’emisfero Nord a La Palma (Spagna), l’altro nell’emisfero Sud a Paranal (Cile), che funzionano come un unico telescopio virtuale i cui dati devono essere accessibili a tutti gli scienziati coinvolti”. “È quindi evidente come sia assolutamente indispensabile un’infrastruttura condivisa per il processamento, la distribuzione e lo storage della enorme quantità di dati prodotti dai telescopi, infrastruttura che viene così a costituire una parte integrante dell’osservatorio”.

“Gli strumenti offerti da ESCAPE per l’astronomia multimessaggera saranno di grande utilità anche per il mondo delle onde gravitazionali e l’esperimento Virgo vi partecipa tramite il consorzio internazionale EGO, European Gravitational Observatory”, aggiunge Michele Punturo della Collaborazione Virgo e responsabile del progetto per l’interferometro di terza generazione ET, Einstein Telescope. Le recenti scoperte effettuate dagli interferometri per onde gravitazionali LIGO e Virgo e, in particolare, la rivelazione della coalescenza di stelle di neutroni GW170817 e la successiva osservazione dei fotoni emessi nell’intero spettro elettromagnetico da parte della kilonova prodotta hanno aperto l’era dell’astronomia multimessaggera, guidata dalle onde gravitazionali. Questi risultati hanno dimostrato il valore cruciale della condivisione dei dati in maniera trasparente tra esperimenti diversi, aventi metodiche di analisi differenti, ma che osservano i vari aspetti dello stesso fenomeno astrofisico. “La realizzazione di una piattaforma condivisa sia di dati che di strumenti di analisi, come la piattaforma di un osservatorio virtuale in ESCAPE, è quindi uno strumento di lavoro essenziale per lo sviluppo di questo settore della ricerca”, sottolinea Punturo. “In aggiunta, il miglioramento della sensibilità degli interferometri richiederà strumenti sempre più efficienti di discernimento tra segnali gravitazionali reali e disturbi accidentali: per questo le metodiche di analisi basate sull’intelligenza artificiale e sull’apprendimento automatico sviluppate in ESCAPE aprono un nuovo scenario nell’analisi dei dati di Virgo e non solo”, conclude Punturo.

Il comunicato stampa internazionale

 

 

A RINALDO SANTONICO IL DPF INSTRUMENTATION PRIZE DELL’APS

16 November, 2018 - 10:54

L’American Physical Society (APS) ha assegnato il DPF Instrumentation Award 2018 a Rinaldo Santonico, Professore Onorario dell’Università di Roma Tor Vergata e ricercatore dell’INFN, per lo sviluppo delle Resistive Plate Chambers (RPC, rivelatori veloci a singola gas gap) e la loro applicazione in un’ampia varietà di esperimenti da LHC alla fisica dei raggi cosmici.

Sin dall’ idea iniziale del 1981, Santonico e il suo gruppo hanno continuato a sviluppare e migliorare questa tecnologia per oltre 30 anni. L’ottima risoluzione temporale, la buona risoluzione spaziale, e un costo relativamente basso per unità di area hanno reso i rivelatori RPCs una tecnologia interessante, sia nella fisica delle alte energie per il tracciamento dei muoni, sia in quella astroparticellare per la copertura di ampie aree per il tracciamento delle particelle cariche. Attraverso la definizione di dettagliate procedure per la produzione di grandi quantità di RPCs e il trasferimento di questa tecnologia all’industria, Rinaldo Santonico ha consentito il loro impiego a molti altri gruppi di ricerca in una vasta gamma di applicazioni a livello internazionale, sia nel campo della ricerca che in quello industriale.

Il DPF Instrumentation Award viene conferito annualmente per onorare contributi eccezionali agli avanzamenti della strumentazione in fisica delle particelle, attraverso l'invenzione, il perfezionamento o l’applicazione di strumentazione e di rivelatori. Il premio riconosce i risultati raggiunti in una o più delle seguenti aree: concettualizzazione e sviluppo di una strumentazione unica che ha avuto un impatto significativo sul campo; dimostrazione dell’uso innovativo della strumentazione; promozione dell’utilizzo di nuove tecniche e metodi presso altri gruppi di ricerca; pubblicazione di articoli o libri di ricerca che hanno avuto un ruolo influente nell’uso della strumentazione

Rinaldo Santonico ha iniziato la sua carriera scientifica nel 1967 sotto la guida di Marcello Conversi. Il suo primo esperimento è stato il μ/π ad Adone, lo storico collisore elettroni-positroni (e+e-) dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, dove ha partecipato alla scoperta della produzione multiadronica nelle interazioni e+e-. Negli anni seguenti ha lavorato all’esperimento E247 del Fermilab a Chicago, negli Stati Uniti, e all’esperimento WA92 del CERN a Ginevra, nella ricerca di particelle di breve vita media, successivamente identificate come particelle charmed, e al reattore Lena a Pavia nella ricerca della non conservazione del numero barionico (Nadir). Nel 1981, nell’ambito del gruppo Conversi e in collaborazione con il ricercatore INFN Roberto Cardarelli, ha sviluppato il primo prototipo di RPC. Nel 1982 si è trasferito all’Università di Roma Tor Vergata, dove è stato responsabile del locale Gruppo Collegato all’INFN fino alla creazione della Sezione INFN di Roma Tor Vergata. In questo periodo, ha contribuito all’esperimento ATLAS all’LHC del CERN, dove è stato responsabile della realizzazione di circa 7000m^2 di rivelatore RPC per il trigger di muoni. Ha lavorato anche nell’esperimento ARGO, dove ha contribuito a progettare una nuova tecnica di rivelazione dei raggi cosmici. È stato Direttore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Tor Vergata e, al suo ritiro, è stato nominato professore onorario.

 

 

FISICA E SCUOLA: AI LABORATORI DI LEGNARO PARTE IL PRIMO CORSO PER DOCENTI “PID”

12 November, 2018 - 11:20

A scuola di fisica in uno dei centri di ricerca più importanti d’Italia: i Laboratori Nazionali di Legnaro (LNL) dell’INFN. E’ questa l’esperienza a cui partecipano 32 docenti di scuola superiore secondaria, selezionati tra oltre 200 colleghi e provenienti da tutte le regioni italiane, che per una settimana, saranno gli "studenti" della  prima edizione del corso di aggiornamento Programma INFN per Docenti (PID). Il corso si svolge dal 12 al 16 novembre e offrirà ai docenti l’opportunità di confrontarsi con i ricercatori e di partecipare alle attività del laboratorio. L’aggiornamento, infatti, sarà sia frutto di lezioni frontali sia di esperienza diretta in collaborazione con i ricercatori, i tecnologi e i tecnici dell’INFN. Con sei differenti acceleratori di particelle dedicati alla ricerca di base, alle applicazioni nell’ambito della fisica dei materiali, dei beni ambientali e culturali e delle terapie e diagnostiche mediche, i LNL offrono un’opportunità unica di prendere direttamente parte alla presa dati di alcuni tra gli esperimenti in corso. Gli insegnanti avranno anche la possibilità di sviluppare esperienze da portare direttamente nella attività didattica quotidiana attraverso seminari dedicati tra cui un incontro centrato sul tema didattica della fisica e genere.

Programma: https://agenda.infn.it/conferenceProgram.py?confId=16930

L'INFN A NAPOLI CON FUTURO REMOTO

8 November, 2018 - 15:39

Da oggi, 8 novembre, fino all’11 novembre il Festival della Scienza Futuro Remoto torna ad aprirsi all’intera città di Napoli, a tutta la regione Campania e all’intero Paese. L’INFN partecipa al Festival che si terrà a Città della Scienza raccontando le sue principali linee di ricerca attraverso exhibit ed esperimenti e con un evento serale, ideato dall’INFN e dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), che narra una delle principali scoperte degli ultimi cento anni.

Lo stand dell’INFN a Città della Scienza è articolato in cinque aree. Si parla di elettronica, raggi cosmici, onde gravitazionali, neutrini e anche del rapporto tra arte e scienza. È in esposizione, infatti, un microscopio ottico che permette di esplorare i segreti di un microchip di elettronica moderna, un telescopio per raggi cosmici per rivelare in tempo reale particelle prevenienti dallo spazio, un modellino di interferometro per onde gravitazionali che simula l’effetto dell’arrivo di un’onda gravitazionale sulle antenne gravitazionali Virgo e LIGO, elementi dell’esperimento Opera che ha studiato a lungo i neutrini nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, e parte della mostra di Art & Science Across Italy dell’INFN.

Domenica 11 novembre alle ore 17.00, presso la Sala Newton di Città della scienza, ci sarà "Lights and Waves Rhapsody, Racconto in musica a tre voci". È un racconto, organizzato dall’INFN e dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in collaborazione con l’INAF, che narra la più straordinaria scoperta nel campo della fisica degli ultimi 100 anni: la prima rivelazione di onde gravitazionali emesse dalla fusione di stelle di neutroni, avvenuta in perfetta sinergia tra strumenti molto diversi. Una rivoluzione che ha cambiato l’immagine del nostro Universo. In un’alternanza di parole e musica, la narrazione in tre atti è affidata ai protagonisti della scoperta: fisici d’eccezione che grazie a strumenti, tecnologie e conoscenze diverse, hanno ricomposto l’immagine dell'incredibile evento cosmico, descrivendo nel dettaglio le caratteristiche e inaugurando la nuova era dell’astronomia multimessaggera. Alternandosi alla voce degli scienziati, Paolo D'Avanzo, Elisabetta Cavazzuti e Fulvio Ricci, la musica del trio jazz restituisce l’immagine dei tre modi di indagare l’Universo: quello della fisica fondamentale, con i rivelatori per onde gravitazionali, quello dell’astrofisica, con i rivelatori di segnali elettromagnetici da sorgenti cosmiche, e quello degli strumenti in orbita nello spazio.

Più informazioni: www.cittadellascienza.it/futuroremoto/

L’INFN TRA I PROTAGONISTI DEL TECH SUMMIT ITALIA-INDIA

5 November, 2018 - 17:55

Si è recentemente svolta a Nuova Delhi la 24° edizione del DST-CII Technology Summit, una piattaforma bilaterale di alto profilo che ha lo scopo di offrire al mondo dell’industria e alle Istituzioni e agenzie governative di Italia e India l’opportunità di creare relazioni. Il Tech Summit, cui hanno presenziato il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano Giuseppe Conte e il Primo Ministro indiano  Narendra Modi, è un forum per stringere partnership, creare joint venture ed esplorare nuove strade per la collaborazione al fine di incrementare il commercio e gli investimenti.

All’evento, che celebra settant’anni di relazioni diplomatiche tre i due Paesi, ha partecipato anche l’INFN con Alberto Masoni, direttore della Sezione di Cagliari dell’INFN e Marica Branchesi, ricercatrice del GSSI Gran Sasso Science Institute e dell’INFN. Di Alberto Masoni è stato il keynote speech della sessione ICT focalizzata su artificial intelligence, cyber security e data science. Mentre Marica Branchesi ha tenuto il tech talk sulla nuova esplorazione dell’universo avviata grazie alla scoperta delle onde gravitazionali e all’astronomia mltimessaggera. Il premier Giuseppe Conte nel suo discorso ha sottolineato il ruolo chiave svolto dall’alta formazione, ambito nel quale l’Italia si distingue nel panorama internazionale con risultati di eccellenza in molto campi, tra cui la fisica e l’astrofisica, e ha sottolineato il ruolo leader a livello mondiale dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN nella fisica astroparticellare, un’infrastruttura di ricerca internazionale che ha la capacità di attrarre oltre un migliaio di scienziati provenienti da 29 Paesi.

Durante il Tech Summit, organizzato dal Department of Science and Technology e dalla Confederation of Indian Industry in cooperazione con il Governo Italiano e Confindustria, è stato progettato, condiviso e approvato un nuovo e più avanzato piano operativo di cooperazione scientifica e tecnologica tra Italia e India, e una nuova piattaforma per l’innovazione e la cooperazione scientifica italo-indiana sarà a breve lanciata. Il Direttore Generale del MAECI, Vincenzo De Luca, nel richiamare l’altissimo livello della componente scientifica italiana, ha evidenziato l’efficacia di una promozione integrata che affianchi alla dimensione imprenditoriale la componente culturale e dell’innovazione tecnologica, proprio come è avvenuto nella due giorni del Tech Summit, che ha visto il mondo scientifico e quello imprenditoriale lavorare congiuntamente in occasione della missione del Sistema Italia. Mentre il segretario del Department of Science and Technology Ashutosh Sharma ha sottolineato come quattro decenni di cooperazione India-Italia nell’ambito della scienza e della tecnologia abbia rappresentato un pilastro della cooperazione industriale con significativi risultati.

Il discorso del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Tech Summit (citazione dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN 7’ 25’’)

 

 

RICERCA RILEVA CAMBIAMENTI PRIMA, DURANTE E DOPO IL TERREMOTO DI AMATRICE DEL 2016, NEL COMPORTAMENTO DELL'ACQUIFERO DEL GRAN SASSO

31 October, 2018 - 16:43

Una ricerca nell’ambito dello studio delle interazioni tra acquifero del Gran Sasso e i fenomeni sismici, condotta dall’INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in collaborazione con i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN e con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile-Architettura e Ambientale (DICEAA) dell’Università degli Studi dell’Aquila, ha rilevato variazioni di alcuni parametri fisici delle acque sotterranee del massiccio del Gran Sasso, in concomitanza con l’evento sismico che ha colpito Amatrice nell’agosto del 2016.

Lo studio, recentemente pubblicato sulla rivista Scientific Reports di Nature, si basa su misure in continua ad alto campionamento (20 misure al secondo) della pressione idraulica, della temperatura e della conducibilità elettrica delle acque, misure realizzate, a partire da maggio 2015, su un sondaggio orizzontale, chiamato S13, costruito alla fine degli anni ’80 durante i lavori di scavo, e collocato in prossimità del tunnel autostradale e dei Laboratori del Gran Sasso. La presenza del sondaggio orizzontale S13 ha offerto l'opportunità unica di indagare la parte più profonda dell'acquifero calcareo del Gran Sasso, situato nella zona sismicamente attiva dell’Appennino centrale. Questa area dell’Appennino centrale è peraltro monitorata da una rete sismica regionale piuttosto densa insieme alla rete sismica nazionale dell’INGV.

I dati acquisiti, a partire da maggio 2015, hanno mostrato segnali chiari e interessanti nella pressione idraulica e nella conduttività elettrica delle falde acquifere del Gran Sasso prima, durante e dopo il terremoto che si è verificato il 24 agosto 2016 (01:36:32 UT) con epicentro a circa 39 km dal sito di studio. Nell’ambito delle misure eseguite, i ricercatori hanno, dunque, focalizzato l’analisi sui dati relativi a questi segnali, che presentavano delle anomalie nella pressione idraulica a partire dal 19 agosto 2016, cioè cinque giorni prima dell’evento, fluttuazioni ampie e asimmetriche: micropulsazioni negative, che non erano state rilevate nei dati precedenti e che sono proseguite fino alla fine del mese di agosto 2016.

“Sono stati osservati degli evidenti cambiamenti idrogeochimici e idrogeologici, prima e durante la sequenza sismica di Amatrice, comprendente, ad oggi, oltre 95.000 eventi”, spiega Gaetano De Luca, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. “L’interpretazione di queste micro pulsazioni – prosegue De Luca – è da ricercare con molta probabilità nell’arrivo di grandi quantità di gas, presumibilmente anidride carbonica, sotto forma di bolle”. Le anomalie rilevate potrebbero essere classificate sia come precursori sismici a breve termine, nel caso delle anomalie della pressione idraulica rilevate 5 giorni prima del terremoto di Amatrice, sia come precursori sismici a lungo termine, nel caso delle anomalie nei segnali di pressione idraulica e di conducibilità elettrica, registrate circa 40-60 giorni prima dell’evento: un'attenta analisi ha, infatti, permesso di rilevare l'inizio di un debole cambiamento della pressione fino a 40 giorni prima del terremoto di Amatrice, e una variazione significativa nei dati di conduttività elettrica circa 60 giorni prima.

“Questi dati rappresentano le prime osservazioni, in concomitanza con eventi sismici, di segnali nella pressione idraulica, misurati con monitoraggio continuo ad alta frequenza di campionamento di un sondaggio posizionato all'interno della falda del Gran Sasso”, spiega Giuseppe Di Carlo, ricercatore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso. “È possibile – prosegue Di Carlo – che le variazioni delle acque sotterranee rispondano ai processi di deformazione crostale profondi che avvengono molto prima che si verifichino terremoti significativi”. Diversi meccanismi sono stati proposti per spiegare tali variazioni durante il ciclo sismico, inclusa la “teoria della dilatanza” che presuppone che, durante la fase pre-sismica, cioè prima della rottura, l’aumento del volume della roccia sia favorito dalla micro-fratturazione interna nel punto di origine del terremoto. La micro-fratturazione induce anche l’aumento della permeabilità delle rocce, favorendo variazioni delle acque sotterranee e il movimento dei geogas.

“Il monitoraggio delle acque sotterranee nel sondaggio S13 ha rivelato l'esistenza di un comportamento acquifero altamente dinamico”, spiega Marco Tallini dell’Università dell’Aquila. “I dati raccolti durante questi ventuno mesi si sono rivelati uno strumento abbastanza utile per caratterizzare lo scenario nel monitoraggio delle acque sotterranee e identificare più chiaramente le anomalie osservate e il loro possibile collegamento con fenomeni legati dalla tettonica attiva e l’idrogeologia”, conclude Tallini.
“Interpretiamo la presenza di micropulsazioni negative nei dati della pressione idraulica – spiega De Luca – come risultato di un possibile movimento dal profondo dei geogas, principalmente CO2, coerentemente con studi recenti che suggeriscono un legame tra meccanica di faglia, sismicità, dinamica dei fluidi sotterranei e risalita dal mantello di CO2 ”.

Ora, ulteriori approfondimenti sulla relazione tra terremoti e cambiamenti nei parametri delle acque sotterranee in prossimità di grandi faglie sismogenetiche sono necessari per una piena comprensione dei processi pre-sismici, co-sismici e post-sismici.

 

IL 31 OTTOBRE SI FESTEGGIA IL DARK MATTER DAY!

30 October, 2018 - 09:30

Il Dark Matter Day, la giornata della materia oscura, torna per il secondo anno il 31 ottobre con una serie di eventi che in tutto il mondo festeggeranno il lavoro di migliaia di scienziati che cercano di accendere una luce sul lato più misterioso dell’universo. Si può quindi celebrare Halloween in modo insolito partecipando a conferenze e spettacoli, organizzando eventi, o seguendo le numerose dirette Facebook che coloreranno la giornata.

L’INFN sarà in diretta Facebook alle 18:00 del 31 ottobre dal Festival della Scienza di Genova (Palazzo Ducale) per raccontare degli innovativi esperimenti che in Italia cercano di scovare particelle di materia oscura; come PADME, l’esperimento appena partito ai Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN che dà la caccia al fotone oscuro, e XENON1T e DARK SIDE, due grandi esperimenti dei Laboratori Nazional del Gran Sasso dell’INFN, i più grandi laboratori sotterranei di fisica al mondo, che cercano di rivelare un particolare tipo di particelle oscure, le WIMP (weakly interacting massive particles). Per chi parteciperà al Festival della Scienza ci saranno anche iniziative per raccontare ai più giovani la presenza di questa materia misteriosa che tiene assieme le galassie nel nostro universo.

La materia oscura, insieme con l’energia oscura, costituisce circa il 95 percento della massa e dell’energia nel nostro universo. Ci sono prove schiaccianti della sua esistenza: se non ci fosse, ad esempio, non si potrebbero spiegare gli effetti gravitazionali delle galassie. Nonostante questo, la conosciamo pochissimo. Gli scienziati sono quindi al lavoro per scoprire di cosa sia fatto il 95 percento dell’universo ancora ignoto, con tanti esperimenti innovativi come grandi rivelatori nei laboratori sotterranei, potenti fasci di particelle, e telescopi che si trovano sia sulla Terra sia nello spazio. Il Dark Matter Day vuole quindi raccontare sia cosa sappiamo ad oggi su questa materia misteriosa, sia cosa dobbiamo ancora scoprire.

Il Dark Matter Day è stato ideato e organizzato dalla collaborazione Interactions, un gruppo di comunicatori scientifici dei principali laboratori di fisica al mondo. Per scoprire di più sulla giornata, oltre al sito web, si possono consultare gli account Facebook e Twitter (@DarkMatterDay) del Dark Matter Day e seguire l’hashtag #DarkMatterDay.

FESTIVAL DELLA SCIENZA DI GENOVA: TUTTE LE INIZIATIVE DELL’INFN

25 October, 2018 - 07:57

Apre i battenti oggi, 25 ottobre, la nuova edizione, la XVIa, del Festival della Scienza di Genova, uno dei principali eventi di diffusione della cultura scientifica del panorama nazionale e non solo. Anche quest’anno l’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare animerà la manifestazione con tante iniziative, laboratori, conferenze, science show, teatro-scienza e molto altro.

 

 

 

 


25 ottobre - 4 novembre
09:00 - 17:00 lun – ven, 10:00 - 19:00 sab - festivi - 2 nov
Piazza delle Feste – Ponte Embriaco – Area Porto Antico
A caccia di particelle Uniamo i puntini per scoprirne le proprietà!
Laboratorio

Il rivelatore a pixel dell’esperimento ATLAS, che opera al CERN di Ginevra, è progettato per ricostruire le traiettorie delle particelle cariche che lo attraversano e misurare le loro proprietà. Attraversando il tracciatore, le particelle cariche rilasciano un po' di energia che viene raccolta dai rivelatori, capaci di identificare i punti in cui la particella è passata. Compiamo un viaggio all’interno dell’incredibile Pixel Detector di ATLAS. Partendo da un ammasso di puntini, cercheremo le combinazioni di punti allineati e ricostruiremo le tracce lasciate dalle particelle. Dall'analisi delle traiettorie estrarremo alcune informazioni, come la carica elettrica e l’impulso delle particelle. Successivamente, prolungheremo le traiettorie fino a farle combaciare con altri segnali, individuati negli strati più esterni del rivelatore. Così, vestendo i panni dei ricercatori, proveremo a capire quali particelle sono state prodotte.
http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/a-caccia-di-particelle.html

25 ottobre - 4 novembre
09:00 - 17:00 lun – ven, 10:00 - 18:00 sab - festivi - 2 nov
Palazzo Ducale, Porticato
Quando le carte dicono la verità Il banchetto della chiromante della fisica
Laboratorio

I partecipanti metteranno alla prova le proprie conoscenze e curiosità su piccoli e grandi temi scientifici, in modo insolito e divertente. Saranno chiamati a rispondere ad alcune domande contenute in speciali carte, in una sorta di ambientazione teatrale da vaticinio dove, però, ciò che verrà dispensato saranno nozioni e concetti scientifici. Un gioco didattico destinato agli appassionati di fisica e agli studenti, che potranno sfidarsi in avvincenti match a squadre. A commento delle risposte fornite dai partecipanti, saranno proiettati video e immagini a tema. Coloro che risponderanno in maniera corretta alle domande riceveranno come premio alcuni gadget. La comunità dei ricercatori dell’INFN partecipa a questo progetto per rendere accessibili a tutti i temi della scienza, in particolare della fisica e della tecnologia.
http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/quando-le-carte-dicono-la-verita.html

25 ottobre - 4 novembre 09:00 - 17:00 lun – ven, 10:00 - 19:00 sab - festivi - 2 nov
Palazzo Ducale, Munizioniere
I raggi cosmici in un’app Particelle invisibili dal cosmo allo smartphone
Laboratorio

Che cosa sono i raggi cosmici? Da dove provengono? Da cosa sono composti? Come possiamo osservarli? Un laboratorio interattivo ci guiderà nell’affascinante mondo delle astroparticelle, tra rilevazioni, strumentazione ad alto contenuto tecnologico e sistemi di acquisizioni di dati scientifici. Insieme scopriremo come realizzare un telescopio capace di individuare astroparticelle secondarie, per poi misurarne il flusso al suolo. Infine, con l’aiuto di un’app, vedremo come, con un semplice smartphone, sia possibile rilevare la presenza di muoni, particelle che, oltre a colpirci continuamente, vengono anche utilizzate come strumento di indagine dell’ambiente che ci circonda.
http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/i-raggi-cosmici-in-unapp.html

25 ottobre - 4 novembre
10:00 - 17:00 lun – ven, 10:00 - 18:00 sab - festivi - 2 nov
Museoteatro della Commenda
Starlights: le stelle in una stanza Un percorso di cambiamenti
Mostra interattiva

Occhi puntati verso il cielo: partiamo alla scoperta dei segreti delle stelle! Insieme comprenderemo il significato delle costellazioni, che ancor oggi ci aiutano a mappare il cielo in zone facilmente riconoscibili, testeremo la profondita dello spazio e le tecniche d’osservazione. Tra astri e galassie scopriremo che è possibile avere informazioni sulle stelle grazie alla luce, ovvero attraverso lo studio degli spettri stellari. Ma non è tutto. Vedremo come le stelle evolvono e mutano, assumendo anche colori diversi. Il cambiamento sarà così la chiave per la comprensione della volta celeste che continua, inarrestabile, la sua evoluzione.
http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/starlights-le-stelle-in-una-stanza.html

29 ottobre, ore 18,00
Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio
Scienza e social network: strumenti di unione tra i popoli Dall'esperienza di Israele al CERN di Ginevra alla app TheShukran
Dialogo con Luca Bauccio, Giovanni Darbo, George Mikenberg, modera Giovanni Caprara

George Mikenberg ha portato Israele al CERN di Ginevra credendo nel dialogo possibile che la scienza apre e mantiene anche tra Paesi divisi dalla politica. Nato in Argentina - il padre era un funzionario della FAO - ma formatosi in Israele, per gran parte della sua vita è stato legato al Weizmann Institute di Tel Aviv, pur essendo impegnato anche in altri Paesi del Sud America, oltre che in Germania al laboratorio DESY e negli Stati Uniti, al Fermilab di Chicago. Durante l’incontro dialogherà sulla scienza come strumento di unione tra i popoli, capace di superare ogni steccato. Proprio del CERN, infatti, lo scienziato dirà che è un promotore di pace. Nella stessa direzione si muove l'iniziativa di Luca Bauccio, avvocato specializzato in diritto penale internazionale, protagonista della nascita del social network TheShukran, in arabo grazie. Il social è stato ideato da un gruppo di musulmani 2G e di professionisti italiani muslim-friendly e si fonda proprio sul principio della riconoscenza per favorire il dialogo con il mondo islamico. TheShukran promuove lo scambio di immagini ed esperienze, finalizzato solo a una condivisione positiva e non vincolato dall’etica del like o dislike, ma da un semplice shukran. Gli hashtag sono dedicati al design, all'arte, alla natura, al cibo, a tematiche sociali, a luoghi del mondo, alla moda Modest. I follower sono diffusi in diversi Paesi islamici e l’app è tra le 50 più scaricate da Google Play. Mikenberg e Bauccio raccontano le frontiere del dialogo di cui sono protagonisti, accompagnati dal giornalista scientifico Giovanni Caprara e da Giovanni Darbo, direttore dell’INFN di Genova.
http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/scienza-e-social-network-strumenti-di-uni.html

29 ottobre, ore 17.00
Teatro della Tosse, La Claque
Per favore, non aumentate troppo l’entropia! Come fare ordine nel disordine naturale delle cose
Teatro di narrazione scientifica
Di Marco Monteno, con Marco Alotto, Roberta Maraini e Claudio Errico

L'umanità è alle prese con cambiamenti sempre più rapidi, disordinati e apparentemente fuori controllo: dall'esaurimento delle risorse energetiche fossili al riscaldamento globale; dall'aumento inarrestabile della produzione di rifiuti alla crescita di città caotiche e inquinate; dalla disoccupazione causata dai processi di globalizzazione e dall'evoluzione tecnologica alla paura dei migranti; dal ruolo dell'informazione nell'era digitale al trionfo dei populismi e alla crisi delle democrazie. Come trovare soluzioni condivise per i problemi che affliggono un mondo in rapido e disordinato mutamento? In una delle sue formulazioni, il secondo principio della termodinamica introduce una grandezza chiamata entropia, che fornisce una misura dello stato di disordine di un sistema. L'entropia dell'Universo, o di un generico sistema isolato, cresce sempre, quindi la natura tende spontaneamente al disordine. Ogni attività umana che prevede il dispendio di una certa quantità d'energia per generare localmente ordine contribuisce all'aumento complessivo dell'entropia: ordine e disordine appaiono ovunque strettamente connessi. Un appassionante spettacolo ci mostra come è possibile far coesistere l'inevitabile disordine del nostro vivere con le naturali aspirazioni umane all'ordine, in modo equo, tollerante e sostenibile.
http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/per-favore-non-aumentate-troppo-lentropi.html

31 ottobre, ore 18.00
Atrio di Palazzo Ducale
Dark Matter Day: a Halloween si festeggia il lato oscuro dell’universo

Il Dark Matter Day, la giornata della materia oscura, torna per il secondo anno il 31 ottobre con una serie di eventi che in tutto il mondo richiameranno il lavoro di migliaia di scienziati che cercano di accendere una luce sul lato più misterioso dell’universo. Si può quindi festeggiare Halloween seguendo la diretta Facebook dell’INFN alle 18.00 dal Festival della Scienza di Genova per raccontare degli innovativi esperimenti che in Italia cercano di scovare particelle di materia oscura: come PADME, l’esperimento appena entrato in presa dati ai Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN che dà la caccia al fotone oscuro, e XENON1T e DARKSIDE, due grandi esperimenti dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, i più grandi laboratori sotterranei di fisica al mondo, che cercano di rivelare un particolare tipo di particelle oscure, le WIMP (weakly interacting massive particles). La materia oscura, insieme con l’energia oscura, costituisce circa il 95% della massa e dell’energia nel nostro universo. Non è ancora mai stata rivelata, ma ipotizziamo che esista perché osserviamo i suoi effetti gravitazionali nell’universo. Nonostante questo, la conosciamo pochissimo. Gli scienziati sono quindi al lavoro per scoprire di che cosa sia fatto questo 95% dell’universo ancora ignoto, con tanti esperimenti innovativi come grandi rivelatori nei laboratori sotterranei, potenti fasci di particelle, e telescopi che si trovano sia sulla Terra sia nello spazio. Il Dark Matter Day vuole quindi raccontare sia che cosa sappiamo ad oggi su questa materia misteriosa, sia tutto quello che c’è ancora da scoprire. Il Dark Matter Day è stato ideato e organizzato dalla collaborazione Interactions, il gruppo di comunicatori scientifici dei principali laboratori di fisica di tutto il mondo. Per scoprire di più sulla giornata, oltre al sito web www.darkmatterday.com/, si possono consultare gli account Facebook e Twitter (@DarkMatterDay) del Dark Matter Day e seguire l’hashtag #DarkMatterDay.

1 novembre, ore 21.00
Teatro della Tosse, Sala Trionfo
Lights and Waves Rhapsody Racconto in musica a tre voci
in collaborazione con ASI e INAF
Con Paolo D'Avanzo, Immacolata Donnarumma e Fulvio Ricci e la musica di Paolo Damiani, Danilo Rea e Martux

Il racconto narra la più straordinaria scoperta nel campo della fisica degli ultimi 100 anni: la prima rivelazione di onde gravitazionali emesse dalla fusione di stelle di neutroni, avvenuta in perfetta sinergia tra strumenti molto diversi. Una rivoluzione che ha cambiato l’immagine del nostro Universo. In un’alternanza di parole e musica, la narrazione in tre atti è affidata ai protagonisti della scoperta: fisici d’eccezione che grazie a strumenti, tecnologie e conoscenze diverse, hanno ricomposto l’immagine dell'incredibile evento cosmico, descrivendo nel dettaglio le caratteristiche e inaugurando la nuova era dell’astronomia multimessaggera. Alternandosi alla voce degli scienziati, la musica del trio jazz restituisce l’immagine dei tre modi di indagare l’Universo: quello della fisica fondamentale, con i rivelatori per onde gravitazionali, quello dell’astrofisica, con i rivelatori di segnali elettromagnetici da sorgenti cosmiche, e quello degli strumenti in orbita nello spazio.
http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/lights-and-waves-rhapsody.html#tabs1

3 novembre, ore 21.00
Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio
Spade, denari e coppe: gli assi della big science Nel backstage delle scoperte da Nobel
in collaborazione con GSSI
Incontro con Marica Branchesi, Eugenio Coccia, Fernando Ferroni, modera Patrizio Roversi

Sono anni di grandi successi per la fisica: prima il bosone di Higgs, ipotizzato nel 1964 e scoperto al CERN di Ginevra nel 2012, poi le onde gravitazionali, teorizzate da Einstein nel 1916 e osservate per la prima volta cent’anni dopo dalle collaborazioni scientifiche LIGO e VIRGO. Risultati premiati subito con il Nobel, a conferma dell'indiscutibile rilevanza scientifica. La fisica fondamentale è dunque un’impresa globale e rappresenta un esempio eclatante della cosiddetta big science. Un campo nel quale l’Italia, con le sue istituzioni e i suoi ricercatori, ha sempre ricoperto un importante ruolo, riconosciuto a livello internazionale. Ma come si arriva alla conquista di questi risultati? Vi sono tre elementi fondamentali - tre assi della ricerca di base - per il successo nella big science. L’asso di spade: ovvero la visione e la strategia necessarie per progettare il futuro e portare a compimento imprese a lungo termine; l’asso di denari: le risorse e le capacità di investimento indispensabili per condurre grandi progetti; l’asso di coppe: la possibilità di emergere in grandi collaborazioni e il riconoscimento internazionale dei successi scientifici e dei traguardi raggiunti. A discutere con visione critica questi temi e a raccontare la propria esperienza saranno tre grandi protagonisti della fisica italiana: Eugenio Coccia, rettore del Gran Sasso Science Institute, Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, e Marica Branchesi, ricercatrice e membro della collaborazione scientifica per le onde gravitazionali VIRGO.
http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/spade-denari-e-coppe-gli-assi-della-big-.html#tabs1

4 novembre, ore 15.30
Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio
Onde gravitazionali: la musica nascosta dell’Universo La nascita di Virgo e il futuro dell'astronomia
Incontro con Marica Branchesi, Giovanni Losurdo, modera: Andrea Parlangeli

Il cinguettio dei buchi neri, l’acuto di una supernova, il boato del Big Bang: è questa la colonna sonora dell’Universo che le onde gravitazionali da poco scoperte ci permettono di ascoltare, affiancandosi alle meravigliose immagini dei telescopi per fornirci una più completa visione del cosmo. A presentare le nuove scoperte e le straordinarie prospettive che aprono alla scienza sono due protagonisti: Giovanni Losurdo, project leader del rivelatore italo-francese Advanced Virgo, e all’astrofisica Marica Branchesi del Gran Sasso Science Institute, che nei momenti più critici ha coordinato la comunità internazionale dei fisici delle onde gravitazionali con quella degli astronomi, in una caccia al tesoro che ha coinvolto migliaia di scienziati da decine di osservatori in tutto il mondo. A moderare l’incontro sarà Andrea Parlangeli, caporedattore di Focus e curatore del libro La musica nascosta dell’universo (Einaudi 2018) di Adalberto Giazotto, recentemente scomparso, padre di Virgo e pioniere di un campo di ricerca che, all’epoca, era considerato da molti un sogno impossibile, una vera e propria follia. La discussione ruoterà attorno alla natura delle onde previste da Einstein, alle difficoltà di osservarle, alle prospettive che stanno aprendo alla scienza, al ruolo dell’Italia in questa grande avventura. Fino alla straordinaria scoperta di una particolare esplosione cosmica detta kilonova, nell’agosto 2017, che spiega l’origine dell’oro anche sul nostro pianeta e marca l'inizio di una nuova era, quella dell’astronomia multimessaggero.
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A FRANCESCO CALOGERO IL PRESTIGIOSO PREMIO DANNIE HEINEMAN PER LA FISICA MATEMATICA

23 October, 2018 - 08:20

L’APS American Physical Society ha deciso di attribuire il Premio Dannie Heineman per la Fisica Matematica 2019 allo scienziato italiano Francesco Calogero, Professore Emerito di Fisica Teorica al Dipartimento di Fisica della Sapienza Università di Roma, dove ha trascorso tutta la sua carriera scientifica, e ricercatore associato all’INFN. Assieme a Calogero sono stati premiati il francese Michel Gaudin, e l’americano Bill Sutherland. La motivazione del premio menziona i loro “profondi contributi al settore dei modelli esattamente risolubili in meccanica statistica e nella fisica dei molti corpi, in particolare la costruzione del largamente studiato magnete di Gaudin e i modelli di Calogero-Sutherland, Shastry-Sutherland e Calogero-Moser”.

Il premio Dannie Heineman, che viene assegnato annualmente dal 1959 a uno o più scienziati, ha acquisito nel tempo grande prestigio per l’oculatezza delle scelte, specialmente nel caso di scienziati identificati come meritevoli del premio nella fase iniziale della loro carriera scientifica: a parecchi di loro, infatti, è stato successivamente attribuito il Premio Nobel per la Fisica. Francesco Calogero è il decimo scienziato italiano cui viene assegnato il premio Heineman: prima di lui, Tullio Regge (1964), Giancarlo Wick (1967), Sergio Fubini (1968), Bruno Zumino (1988), Gabriele Veneziano (2004), Giorgio Parisi (2005), Sergio Ferrara (2006), Carlo Becchi (2009), Gianni Jona Lasinio (2012). Ciò dimostra il grande prestigio della tradizione italiana nel campo della fisica teorica e matematica.

 APS Dannie Heineman PrizeDannie Heineman Prize

Breve biografia Francesco Calogero è stato fino al 2009 professore di fisica teorica al Dipartimento di Fisica della Sapienza Università di Roma, di cui è Professore Emerito dal 2011. Nel corso della sua carriera scientifica, ha trascorso due anni accademici negli Stati Uniti (1961-1963, Berkeley e Princeton), un anno accademico a Mosca (1969-1970, ITEP) e uno a Londra (1979-1980, Queen Mary College), e diversi periodi più brevi in istituti di ricerca in vari Paesi del mondo (tra cui Cina, Giappone, India e America Latina). È stato l'iniziatore, e fino a qualche anno fa il principale organizzatore scientifico, della serie di workshop internazionali NEEDS (Equazioni non lineari di evoluzione e sistemi dinamici), avviato nel 1980 per offrire agli scienziati di entrambe le sponde della cortina di ferro l’opportunità di incontrarsi. NEEDS ha fornito, e fornisce ancora, una delle principali opportunità di incontro per gli scienziati di tutto il mondo che lavorano in quest'area di ricerca. Francesco Calogero ha lavorato in diversi campi di fisica teorica e matematica e, negli ultimi trent'anni, principalmente su sistemi dinamici integrabili e relativi risultati matematici. I suoi contributi scientifici comprendono oltre 400 articoli su riviste scientifiche internazionali e 5 libri (due anche tradotti in russo).
Ha pubblicato anche su temi di "scienza e società", principalmente sul controllo degli armamenti e sul disarmo. Ha co-curato con M. Goldberger e S. P. Kapitza una monografia multi-autore (Verification), pubblicata negli Stati Uniti nel 1990, la cui traduzione in russo è stata pubblicata l’anno successivo in Unione Sovietica: primo libro nel mondo, su un tema cruciale per il controllo degli armamenti, con ciascun capitolo co-firmato da eminenti specialisti da ambo i lati della cortina di ferro. Dal 1982 al 1992 è stato membro del consiglio direttivo dell'International Peace Research Institute di Stoccolma (SIPRI), dal 1989 al 1997 è stato Segretario Generale delle Conferenze Pugwash su Science and World Affairs e, in tale veste, ha accettato (Oslo, 10 dicembre 1995), a nome del Pugwash, il premio Nobel per la Pace, assegnato congiuntamente a Joseph Rotblat e al Pugwash “per i loro sforzi volti a ridurre il ruolo svolto dalle armi nucleari nella politica internazionale e a più lungo termine per eliminare tali armi”. Dal 1997 al 2002 è stato presidente del Council del Pugwash, di cui è ancora membro ex officio. È membro dell’American Mathematical Society e dell’American Physical Society. Vive a Roma, è sposato con Luisa La Malfa dal giugno 1959, ha due figli grandi e due nipoti.

Approfondimento scientifico. L’identificazione e lo studio di problemi fisici mediante modelli matematici suscettibili di esatta risoluzione è stato uno dei principali sviluppi della fisica teorica e matematica nella seconda metà del secolo scorso, ed è tuttora un settore di ricerca in forte sviluppo. Il contributo del 1971 per il quale il premio Dannie Heineman è stato assegnato a Calogero è consistito nell’invenzione e soluzione, in un contesto unidimensionale, di un modello fisico costituito da un numero arbitrario di particelle, interagenti a coppia fra di loro con una forza proporzionale all’inverso del cubo della loro mutua distanza. Questo modello non corrisponde a una situazione realistica in natura, ma è stato il primo problema fisico di questo tipo – cioè descrivente un numero arbitrario di oggetti interagenti a coppie con forze non banali – di cui è stato possibile determinare la soluzione esatta. Modelli di questo tipo, naturalmente con forze più realistiche, e nel contesto di uno spazio tridimensionale, sono fondamentali nella fisica classica dai tempi di Newton (si pensi, per esempio, al sistema solare) e nella meccanica quantistica non relativistica che sottende alla fisica atomica, molecolare, nucleare. La trattazione di Calogero si situava, per l’appunto, nel contesto della meccanica quantistica non relativistica ed era motivata da interessi di ricerca in fisica nucleare, ed è stata estesa, pochi anni dopo, al campo della fisica classica da Jurgen Moser, confermando ipotesi fatte da Calogero per tale caso. La trattazione – quasi simultanea e indipendente – di un problema alquanto simile da parte di Sutherland si situava piuttosto in un contesto di meccanica statistica. La possibilità di risolvere in modo esatto il problema di un numero arbitrario di particelle interagenti con forze a due corpi è stato un risultato sorprendente, e ha poi dato notevoli sviluppi nella fisica teorica e matematica e anche nella matematica pura. Per esempio, una successiva estensione del modello di Calogero a un contesto di cinematica relativistica è stata introdotta nel 1986 da Simon Ruijsenaars e Harald Schneider, e una estensione in contesti di matematica pura connessi a teorie di gruppi non banali sono state iniziate nel 1975 da Michael Olshanetsky e Askold Perelomov, e sono tuttora oggetto di importanti sviluppi. Ulteriori progressi nella identificazione e nello lo studio di problemi a molti corpi e di altri modelli matematici di interesse applicativo che possono essere risolti esattamente sono tuttora materia di ricerca in tutto il mondo, e di questi argomenti continua a occuparsi attivamente Francesco Calogero.

 

 

 

Le iniziative nazionali dell'INFN per le scuole

22 October, 2018 - 11:44

Sono numerose le iniziative promosse dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) rivolte agli studenti delle scuole superiori di tutta Italia, in cui i ragazzi hanno l’opportunità di conoscere le ricerche di frontiera della fisica delle particelle.

Il 30 ottobre si chiudono le registrazioni per l’iniziativa Art & Science Across Italy, che usa l’arte come linguaggio di comunicazione per avvicinare tutti gli studenti, indipendentemente dalla loro propensione per le materie scientifiche e dalle loro conoscenze iniziali, al mondo della scienza e della ricerca scientifica. L’iniziativa si svolgerà fino a maggio 2020. Possono iscriversi classi dei licei artistici, classici e scientifici delle città di Milano, Torino, Padova, Venezia, Firenze, Pisa, Genova, Roma, Napoli e Potenza/Matera (https://web.infn.it/artandscience/index.php/en/).

La mattina del 7 novembre, in occasione dell'anniversario di nascita di Maria Skłodowska Curie, il progetto RadioLab (sito web: http://web.infn.it/RadioLab/) presenterà una serie di iniziative in varie sue sedi distribuite su tutto il territorio nazionale: Cagliari, Catania, Cosenza, Lecce, Milano, Napoli, Siena e Torino. Saranno previsti dei workshop, organizzati sia presso le sedi INFN sia presso istituti scolastici partecipanti al progetto. Verranno illustrati, tra l'altro, i risultati delle campagne di misura di concentrazione di gas radon effettuate presso le varie scuole coinvolte in RadioLab nel corso del 2018. A conclusione dell'evento sarà approntato un videocollegamento tra tutte le sedi, che sarà anche l'occasione per inaugurare l'avvio delle attività con le numerose scuole partecipanti al progetto per l'anno scolastico 2018/19.

Il 15 novembre ci sarà la giornata dedicata al World Wide Data Day (W2D2), che viene organizzato dall’International Particle Physics Outreach Group (IPPOG), di cui l’INFN è uno dei membri. Gli studenti impareranno dai loro insegnanti ad analizzare i veri dati degli esperimenti del CERN e poi si collegheranno in una videoconferenza (in lingua inglese) per confrontare il risultato complessivo con gli altri gruppi di studenti del mondo, che in contemporanea hanno analizzato gli stessi dati. Requisito per la scuola è possedere una buona connessione internet e delle postazioni multimediali. Gli insegnanti interessati possono trovare tutte le informazioni e il link per la registrazione al sito https://quarknet.org/content/lhc-world-wide-data-day-2018.

Sarà dedicato invece ai raggi cosmici, il 29 novembre, l’International Cosmic Day (ICD). Per partecipare gli studenti si dovranno recare nelle sezioni o laboratori Infn nelle città di Bari, L’Aquila (al Gran Sasso Science Institute e nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, ad Assergi), Lecce, Milano (nelle università Statale e Milano Bicocca), Napoli, Padova, Pavia, Perugia, Pisa, Roma (nelle università Sapienza e Tor Vergata), Siena e Torino. I ragazzi analizzeranno i dati di un vero e proprio rivelatore di raggi cosmici, lo strumento con cui i ricercatori “vedono” la pioggia di particelle provenienti dal cosmo. Poi, attraverso una videoconferenza, confronteranno i loro risultati con quelli ottenuti dai gruppi di coetanei ospiti nelle altre università e centri di ricerca in tutto il mondo. E alla fine li pubblicheranno online. Seguiranno, così, lo stesso iter degli scienziati nel loro lavoro quotidiano nell’ambito di una collaborazione scientifica internazionale. Per partecipare, contattare il referente INFN presente sulla seguente mappa https://icd.desy.de/e25775/. L’ICD si inserisce in un contesto più ampio dell'offerta INFN per le attività di fisica dei raggi cosmici (OCRA) per le scuole, che si differenzia a seconda delle regioni (per informazioni contattare Cara Aramo aramo@na.infn.it o Sabine Hemmer sabine.hemmer@pd.infn.it).

Lo stesso spirito anima la “storica” Masterclass del CERN, organizzata dall’INFN, in collaborazione con IPPOG, ormai da più di 10 anni. Gli studenti, recandosi nelle università che ospitano le sezioni INFN, diventano ricercatori per un giorno, analizzando i veri dati degli esperimenti del CERN e avendo così la possibilità di “scovare” loro stessi il bosone di Higgs o le particelle che sono valse il premio Nobel a Carlo Rubbia. Le Masterclass del CERN si svolgeranno tra il 3 marzo e il 17 aprile 2019 su tutto il territorio nazionale (lista delle città e dei referenti locali da contattare per poter partecipare si trovano qui: http://physicsmasterclasses.org/index.php?cat=country&page=it). Il calendario definitivo sarà disponibile verso fine novembre.

Il 5 aprile aprile nelle università di Bari, Perugia, Torino, Trieste e Nova Gorica si svolgerà la terza edizione delle Masterclass di Fermi. Analogamente a quanto avviene durante la Masterclass del CERN, gli studenti assisteranno durante la mattinata a lezioni e seminari introduttivi sugli esperimenti nello spazio come Fermi, sull’analisi dei dati e su argomenti fondamentali della fisica delle astroparticelle. Nel pomeriggio, poi, saranno impegnati in esercitazioni al computer con i veri dati dell’esperimento Fermi. Alla fine della giornata, gli studenti delle città coinvolte si collegheranno tutti insieme in una videoconferenza con la NASA per discutere i risultati emersi dalle esercitazioni. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi a Fabio Gargano (fabio.gargano@ba.infn.it).

Infine, il CERN ha annunciato la nuova edizione del concorso Beamline for schools, che offre agli studenti delle scuole superiori di tutto il mondo la possibilità di svolgere un vero e proprio esperimento ideato da loro stessi. I vincitori di quest’anno, invece di vincere un soggiorno al CERN, saranno invitati a svolgere il proprio esperimento nel laboratorio tedesco di Desy, ad Hamburgo. Entro il 31 marzo 2019 le squadre desiderose di partecipare devono registrarsi sul sito del CERN (questo il link http://beamline-for-schools.web.cern.ch/), formulando una proposta di un esperimento.

LA NUOVA ASTRONOMIA MULTIMESSAGGERA TRA I PROTAGONISTI DELLA MOSTRA ON AIR AL PALAIS DE TOKYO DI PARIGI

15 October, 2018 - 13:35

È stata inaugurata oggi, 15 ottobre, e sarà aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2019, al Palais de Tokyo di Parigi On Air, la mostra personale di Tomás Saraceno, artista argentino fra i protagonisti della mostra Gravity, curata da MAXXI, INFN e ASI Agenzia Spaziale Italiana, e proposta fino al 6 maggio scorso negli spazi del MAXXI di Roma, con grande successo di pubblico.

In On Air, che rappresenta la quarta edizione del progetto di mostre personali Carte Blanche iniziato da Palais de Tokyo nel 2013, Saraceno trasforma i 13.000 m2 della prestigiosa sede espositiva in un’esperienza sensoriale unica, proponendo una selezione delle sue opere principali, assieme ad ambiziose nuove produzioni, come l’installazione Multimessenger Room, realizzata in collaborazione con l’INFN e il CNRS Centre National de la Recherche Scientifique.

Multimessenger Room è un’installazione che racconta la nuova frontiera dell’astronomia multimessaggera, la cui nascita è stata annunciata proprio un anno fa con la prima osservazione congiunta di onde gravitazionali e radiazione elettromagnetica emesse nel processo di fusione di due stelle di neutroni. L’installazione collega il Palais de Tokyo con alcuni dei principali osservatori di onde gravitazionali e astroparticelle del pianeta: l’interferometro per onde gravitazionali Virgo, che si trova in Italia, allo European Gravitational Observatory (EGO) vicino a Pisa, i grandi rivelatori sottomarini per neutrini KM3NeT, sempre in Italia, in Sicilia al largo di Capopassero, e Antares al largo della costa francese di Tolosa, IceCube che studia i neutrini ma nelle profondità dei ghiacci del Polo Sud, l’esperimento Auger per la rivelazione dei raggi cosmici di alta energia nella pampa argentina e AMS, in cerca di antimateria primordiale e materia oscura, operativo dal 2011 sulla Stazione Spaziale Internazionale. Durante i tre mesi della mostra i dati raccolti da tutti questi esperimenti arriveranno in tempo reale anche a Palais de Tokyo, creando una straordinaria e unica postazione di ascolto dell’universo: la Multimessanger Room, appunto, dove i dati degli esperimenti sono trasformati in suoni e vibrazioni che metteranno in rapporto il visitatore con i messaggeri provenienti da remoti eventi cosmici. Nella Multimessenger Room, il visitatore ha anche la possibilità di osservare in diretta i display delle sale di controllo dei diversi esperimenti, visualizzando non solo i dati dei segnali fisici studiati, ma anche quelli delle sorgenti di “rumore” che è necessario riconoscere e scartare per poter rivelare i messaggeri cosmici: per esempio, nel caso delle onde gravitazionali, le vibrazioni sismiche, i lentissimi movimenti della crosta terrestre dovuti all’attrazione lunare, le perturbazioni atmosferiche... E anche i segnali ambientali diventano vibrazioni e suoni percepibili nell’installazione sviluppata da Saraceno, dando vita a una complessa e suggestiva “jam session cosmica”, cui si aggiungono in altre installazioni presenti in mostra i movimenti prodotti da altri eventi e dagli stessi visitatori.

A corollario della mostra, Palais de Tokyo propone un programma di incontri che avranno tra i protagonisti anche il presidente dell’INFN Fernando Ferroni e il direttore di EGO Stavros Katsanevas.

 

https://www.palaisdetokyo.com/

https://www.palaisdetokyo.com/fr/evenement/air